I migliori dieci Primitivi di Puglia a meno di 15€

Published on: lug 23 2014 by Giuseppe

Questo è ancora periodo di forte crisi economica e chissà ancora per quanto tempo lo sarà, ecco che l’enoamatore non potendo rinunciare alla sua più grande passione si cimenta nella ricerca di grandi vini a piccoli prezzi. In questo post ho voluto stilare una sorta di elenco di quelli che a mio giudizio sono le 10 etichette di vino primitivo pugliese (non solo Manduria, quindi) acquistabili con meno di 15€ (prezzo in enoteca). Alcuni di questi sono presenti sul nostro store, altri (ancora) no.

Quella scelta è la fascia di prezzo più affollata ma al tempo stesso quella che ritengo più interessante perchè con un pò di attenzione è possibile fare le migliori scoperte e le più appaganti bevute. Ho volutamente escluso i vini al di sotto dei 6€ e quelli dal costo superiore a 15€. I primi perchè non ritengo possibili “grandi bevute” al di sotto di una certa soglia minima all’interno della quale sia possibile lavorare con dei criteri di qualità da parte del produttore (non è il post ideale per parlare di rese per ettaro, solfiti aggiunti, legni e invecchiamento, ma ci saranno altre occasioni), i secondi perchè gli dedicherò un post a parte prossimamente su questi schermi.

alberello

Quella che segue è la lista dei migliori 10 vini ottenuti da uve 100% Primitivo coltivate e vinificate nella regione Puglia acquistabili con meno di 15€/bottiglia in enoteca.

  • Doline Primitivo – Colli della Murgia. Per me l’etichetta dal rapporto qualità prezzo più favorevole di tutti. Un’azienda che ci sta particolarmente a cuore, con la quale condividiamo a pieno idee, progetti e modus operandi. Questo vino è uno degli ultimi nati in casa Colli della Murgia, un primitivo biologico coltivato sulle murge, in agro di Gravina in Puglia, esattamente in contrada Zingariello accanto al bosco Difesa Grande. Doline è rubino luminoso, al naso emergono sentori di frutta matura come amarene, lampone e mora, sul finale lievi sentori di spezie dolci si amalgamano perfettamente. All’assaggio la morbidezza e la rotondità del gusto prevalgono. Pieno, caldo e saporito. Si porta via con meno di 10€.
  • Zambro – Casalbaio. Rosso Rubino con guizzi porpora. Tra sensazioni floreali si fanno largo ricordi di fichi secchi e more in confettura seguiti da speziatura ed erbe aromatiche. Sorso magistrale, con un tannino fine e severo. Finale giocato su ritorni di liquirizia. Prezzo intorno a 10€.
  • Vigne Vecchie – Duca Carlo Guarini. Rubino intenso. Note di prugna e sentori di sottobosco. Sorso morbido, caldo, tannini non aggressivi, buona persistenza fruttata. Affinato per oltre 2 anni in acciaio e 8 mesi in barrique.
  • Primitivo di Manduria SUD – Feudi di San Marzano. Certo non è il Sessantanni, ma è comunque una ottima bottiglia ad un prezzo decisamente interessante. Dal colore rosso rubino profondo e impenetrabile, dall’impianto olfattivo poderoso, con ricordi di fichi secchi e composta di more, per poi virare verso note di cuoio, sottobosco, su un nitido sfondo balsamico. In bocca è succoso e morbido, chiude con lunghi ritorni di spezie dolci.
  • Sasseo – Masseria Altemura. Rubino con unghia porpora. Offre intriganti ricordi di ciliegie sotto spirito, tabacco da pipa e infine, un cenno di china. Assaggio suadente, tannini finissimi e ben integrati nel corpo del vino. Elegante e di ottima persistenza gusto olfattiva.
  • Casavecchia – Pirro Varone. All’olfatto richiama frutti di bosco insieme a spezie dolci con ricordi di viola, polvere di caffè e sensazioni balsamiche. Assaggio vellutato e morbido, ben bilanciato nella freschezza e nel tannino.
  • Mono – Soloperto. Il primitivo di Manduria nasce con Soloperto, questa azienda è stata la prima ad imbottigliare e commercializzare l’ormai celebre vitigno pugliese. Mono è rubino scuro, dal naso articolato con note di more e frutti di bosco, un cenno di viola, poi noce moscata, cioccolato bianco e un accenno di vaniglia. Rotondo e succoso il sorso, ben delineato dalla freschezza e da tannini carezzevoli.
  • Muro Sant’Angelo – Tenute Nicola Chiaromonte. Primitivo di Gioia del Colle doc, rubino concentrato con bordo violaceo. Naso intenso di frutti di bosco in confettura, ciliegie, capperi e le “solite” spezie dolci. Al gusto è dinamico, fresco, sapido con tannino serrato. Lungo, finisce fruttato e decisamente saporito.
  • Torcicoda – Tormaresca. La tenuta pugliese del gruppo Antinori produce questa etichetta ottenuta da uve primitivo in purezza coltivate nella tenuta di Castel del Monte. Rubino, naso di mora e prugna, pepe nero, liquirizia e grafite. Caldo, gustoso con un tannino equilibrato, morbido e ricco. Prezzo spesso proprio al limite per poter rientrare nella classifica, ma comunque giustificato.
  • Primitivo – Cantele. Profumi scuri di frutti di bosco e prugna, sigaro e tabacco dolce. Dal tannino rotondo, adeguata freschezza e buona alcolicità. Di facile e piacevole beva.

Certo la lista potrebbe essere lunghissima, voi quale altra etichetta vi sentireste di aggiungere? Quale primitivo vi ha davvero folgorato al primo assaggio (non vale parlare dell’ES di Gianfranco Fino, restiamo sempre entro il limite massimo di 15€)

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Filed under: Consigli gastronomici, Recensione vini

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