Giuseppe Palmieri dell'Osteria Francescana risponde alle nostre domande

Published on: dic 20 2010 by Angela

Palmieri

Scritto da Giuseppe

Al nostro secondo appuntamento settimanale con le interviste ad esponenti italiani del mondo food&wine, vi proponiamo quella fatta a Giuseppe Palmieri, materano di successo, sommelier e direttore di sala presso l’Osteria Francescana, si si proprio quella di Massimo Bottura, chef n. 1 in Italia al mondo.

1- Come è nata la tua passione verso il vino e la gastronomia?
Ho sempre avuto un interesse ossessivo-compulsivo per tutto quanto fosse gourmande e cioè più legato al profilo della golosità fine a se stesso. Con il tempo ho fatto un percorso, professionale e finalmente gourmet, oggi mi considero un neofita ma con grandi margini di crescita.

2 – Quando hai deciso che questa sarebbe diventata la tua professione?
Sono partito da Matera con un carissimo amico, Michele Acquasanta. Avevo bisogno e voglia di andare, volevo provare e capire. E’ stata dura, molto dura ma ricordo con enorme soddisfazione ogni anno passato da allora, era il 1997 se non ricordo male, sembra ieri, per me questi pochi anni sono volati.
Destinazione sconosciuta: 4 soldi in tasca e via alla ricerca di un lavoro. Siamo stati sul lago di Garda e poi siamo finiti in riviera, la mitica riviera romagnola. E’ cosi che è iniziato un percorso da emigrante che mi vede tutt’ora impegnato con tanta energia e grande “appetito”, intendo quello stimolo che ti permette di divorare occasioni, incontri e opportunità, spero di concludere così il mio percorso.

3 – Ci sono dei vini che leghi a determinati stati d’animo, esperienze o momenti della tua vita?
Sono molto legato a tutto quello che comunica un territorio, una donna o un uomo. Sono molto vulnerabile da questo punto di vita, la crescita di un professionista e di un appassionato è un percorso difficile, cerco autenticità: che si tratti dell’enclave di Matera o del villaggio di Beaune nella borgogna francese, poco importa. Un vino vero ha il  vantaggio di comunicare in maniera chiara la sua storia, l’interprete si adegua a madre natura. Il resto sono vini sempre uguali, rassicuranti probabilmente. Io credo nelle annate difficili, ad esempio, le cosiddette annate da vigneron (vignaioli) che sottolineano le capacità e l’esperienza degli uomini che si confronta con la vigna e con la cantina.

4 – Quale vino non manca mai nella tua cantina?
Il vino del contadino in difficoltà. Il vino di uomini che inseguono i loro sogni e se ne fregano di bilanci e profitti, con questo non vorrei essere frainteso: le finanze sono strumento indiscutibile della nostra società ma per alcuni sono uno strumento e non un fine.

5 – Cosa pensi dell’Aglianico del Vulture? Quali potenzialità ha questo vitigno?
Ho la fortuna di osservare il valore e la capacità di penetrazione nel circuito gourmet dell’ormai mitico Aglianico del Vulture. Attenzione: adesso arriva il momento più delicato e cioè la fase in cui con grande umiltà bisogna consolidare un gruppo e con umiltà fare sempre meglio. Investire sulla qualità è il futuro.

6 – Segnalaci un paio di questi davvero da non perdere.
Prima ho parlato del gruppo. Non è importante preferire un singolo ad altri. Conta il risultato di una squadra, questo è il valore primo di noi tutti all’ Osteria Francescana. Tutti per uno, uno per tutti. Abbiamo l’intelligenza di riconoscere la leadership di Massimo Bottura, daremo per lui sempre il meglio, ma tutti insieme.

7 – Parlando invece di Puglia, tra i vitigni simbolo c’è certamente il Primitivo (di Manduria), cosa ne pensi?
La Puglia è cosi diversa e cosi vicina alla nostra amata terra. Mi piace la dinamicità di una regione che ha da sempre ottenuto grandi risultati.

8 – Se dovessi invitare a cena da te, Massimo Bottura (avrete o no un giorno di chiusura?) e volendogli preparare qualcosa della tua terra, cosa gli prepareresti? E quali vini abbineresti?
Vorrei regalargli l’emozione di un grande piatto, per me forse il più grande: pane (di Matera) e pomodoro, origano, un grande sale e un olio di Matera. Sono strumenti per portare in giro per il mondo la nostra Matera. In un momento in cui, al di fuori dalla cara Basilicata e in maniera particolare da Firenze in su, il pane, il pomodoro sono prodotti omologati senza riscontro al palato e privi del valore emozionale che solo un materano come me può conoscere. Ricordo con simpatia una frase di Flaiano che citava un bimbo di Milano città di ritorno a scuola dopo un week end in campagna dai nonni: “cara maestra, qui i polli vanno in giro crudi!!!!”.
Non c’è dubbio che l’abbinamento migliore sarà un acqua fresca e preferibilmente lucana.

Giuseppe Palmieri
basso profilo e altissime prestazioni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Filed under: Interviste, Sapori dei Sassi
Tags: , , , ,

9 Comments to “Giuseppe Palmieri dell'Osteria Francescana risponde alle nostre domande”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by PapilleClandestine. PapilleClandestine said: RT @vinicolamente: Beppe Palmieri dell'Osteria Francescana ci spiega cosa preparerebbe (LUI) a Massimo Bottura! http://bit.ly/gMlJN4 [...]

  2. [...] Giuseppe Palmieri dell’Osteria Francescana risponde alle nostre domande 20 dicembre 2010 Nessun Commento FONTE: Sapori dei sassi Blog [...]

  3. rocco scrive:

    …solo per ringraziarVi dell’ottimo lavoro di redazione che mi ha permesso di emozionarmi, come ogni volta che leggo i pensieri di questo grande professionista del gusto. Non posso esprimere giudizi su di lui, perchè non sono attendibile. Ho un piccolo conflitto di interessi. Buon Natale.

  4. francesco piantoni scrive:

    Grandissimo Beppe Palmieri!

  5. [...] a leggere perchè ho chiesto il parere di uno dei del più grande sommelier italiano, il mio amico Beppe Palmieri, sommelier e direttore di sala dell’Osteria Francescana dello chef Massimo [...]

  6. Francesco scrive:

    Scusate ma io ho mangiato all’Osteria Francescana e se il grande maestro Bottura come ristorante non riceve il primo
    premio e grazie al sig. Palmieri autodidatta sommelier che per me di abbinamenti vino e cibo non ne capisce tanto, srà perchè non è sommelier e non ha mai studiato il vino con A.I.S. Le basi nella gastronomia sono importanti….

    Saluti e mi dispiace per Bottura

  7. Giuseppe scrive:

    Francesco, la tua spero sia una battuta.

  8. beppe scrive:

    per me ha ragione il signor francesco! :-)
    cari saluti

  9. Angela scrive:

    @Beppe: :))))))

Leave a Reply

*

*