Le Cartellate o “U Carteddat”, la mia ricetta!

Published on: Dic 16 2009 by Angela

Cartellate E si, lo so, mi davate per dispersa!  No, no sono qui, indaffarata più che mai, tra pacchi e pacchettini, cesti, e prodotti da spedire a clienti del nostro negozio online che trovate qui.  Ho dovuto un pochino trascurare il mio blog ma stamattina mi son detta “cara Angela, dopo il dovere ci vuole un po’ di piacere! eccheccaiser!”  E allora, perché non rilassarmi scrivendo una bella ricetta sul blog? Ed eccomi qui a parlare di uno dei dolci più tipici del Natale pugliese e materano: le Cartellate o Carteddate (forma itaianizzata del dialetto “Carteddat”).

Ne ho lette di cotte e di crude (rimanendo nell’ambito culinario!) sulle Cartellate, o meglio, sulla loro origine: alcuni dicono che la loro forma a corona simboleggia il Bambin Gesù; altri sostengono che richiami la corona di spine posta sul capo di Gesù Cristo prima della Crocifissione.  A questo punto la domanda sorge spontanea: se è vera la seconda ipotesi, perché le Cartellate sono tipiche del Natale? Quindi io opterei per la prima…mi sembra più sensata!

A parte questo, negli anni passati le Cartellate me le hanno sempre preparate…beh, quest’anno mi son detta “Ci provo io!”.  Così ho iniziato il mio giro quotidiano sui blog di cucina per trovare qualche spunto per migliorare la ricetta che la mia mamma ha sempre utilizzato ma, ho notato enormi differenze: del resto sapevo che ogni famiglia custodisce la propria ricetta gelosamente.

Allora ho chiesto a mia suocera: le sue cartellate sono spettacolari, gustose e friabili, e in grado di resistere anche per 2 settimane preservando tutte le caratteristiche iniziali. Ecco gli ingredienti:

  • 1 kg di farina “00”;
  • 4 uova;
  • 100 gr di olio extravergine d’oliva (per l’impasto);
  • 100 gr di zucchero;
  • un pizzico di sale;
  • vino bianco secco q.b.;
  • olio di semi per la frittura (che io ho sostituito con olio evo);

Poi ci ho aggiunto:

  • 500 gr di miele di sulla;
  • codetta colorata;
  • zucchero a velo q.b.

Dopo aver recuperato tutti gli ingredienti mi metto all’opera.  Su una spianatoia creo una montagna di farina 00 setacciata con un foro al centro: sarebbe meglio dire che creo un vulcano :).  Dopo aver sbattuto le uova, le unisco alla farina, insieme agli altri ingredienti, l’olio extravergine, lo zucchero e un pizzico di sale.  In una ciotola ho versato del vino bianco secco che mi aiuterà nell’impasto.  A questo punto inizio a mescolare gli ingredienti e a lavorare l’impasto; di tanto in tanto prendo dalla ciotola un po’ di vino bianco e lo aggiungo per consentire agli ingredienti di amalgamarsi.  Così facendo si otterrà un impasto abbastanza consistente ma liscio e vellutato: è pronto per essere trasformato in sfoglie.  In questa operazione c’è chi si mette con una pazienza sovrumana a stendere l’impasto con il mattarello ma io, che pazienza ne ho ma non troppa (soprattutto mi manca il tempo!) utilizzo una macchina dotata di una manovella che mette in moto due rulli da cui, facendo passare delle  palline di pasta, escon fuori delle sfoglie lisce, regolari e abbastanza sottili.  Per quanto mi sforzi, con il mattarello non ho gli stessi risultati!

Cartellate Una volta pronte le sfoglie, con una rotellina seghettata taglio delle strisce large più o meno 2 cm, le piego in due e unisco i loro bordi con la punta delle dita a distanza di 1/1.5 cm.  A questo punto arrotolo le strisce su se stesse creando delle splendide rose, le dispongo su un vassoio con carta da forno per non farle attaccare e le lascio riposare e asciugare per circa 6 ore.

Arriva il momento della frittura: mia suocera utilizza l’olio di semi ma io non ci sto! Ok, verranno un po’ più dorate ma che importa, almeno mangio sano!  Quindi verso dell’olio extravergine d’oliva in una padella molto alta e, non appena raggiunta la giusta temperatura, immergo le cartellate una a una.  Non appena raggiungono la giusta doratura le dispongo in un altro vassoio con carta assorbente.

Ora le cartellate son pronte, bisogna solo decidere cosa ci vogliamo mettere sopra.  La versione prettamente pugliese prevede il vin cotto ma, ad essere sincera, a me non piace: preferisco del miele o, ancor meglio, lo zucchero a velo.  Mia suocera fa riscaldare il miele ma, a mio parere questo è sbagliato perchè a 45°C il miele perde tutte le sue proprietà nutritive!  Allora ci vuole un miele morbido, che non ha ancora subito alcun processo di cristallizzazione, in modo tale da versarlo direttamente sulle Cartellate senza riscaldarlo.  Scelgo il miele di sulla perché è ancora liquido, dato che ha una cristallizzazione molto lenta.  Nel mio vassoio, qundi, da un lato metto il miele e dall’altro setaccio un po’ di zucchero a velo: così accontento tutti! :D  Sulle cartellate con il miele cospargo anche della codetta colorata per dare un tocco di colore al mio piatto.

Devo dire che mi son venute pittosto bene! Forse un po’ troppo dorate ma al gusto sono buonissime: friabilissime come quelle della suocera!

Che bello il Natale…!!!

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Filed under: Ricette, Sapori dei Sassi
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5 Comments to “Le Cartellate o “U Carteddat”, la mia ricetta!”

  1. Gea ha detto:

    Qui ti do un vecchio trucco materano: aggiungere all’impasto un distillato (tipo un bicchierino di grappa) – quindi alcool – oltre a conferire un aroma fine e delicato rende le cartellate più croccanti e friabili. Provare per credere! ;-)

  2. Angela ha detto:

    Grazie per il consiglio Gea! Non sapevo di questo ingrediente aggiuntivo ma seguirò il consiglio! Baci

  3. […] Il seguito di questo articolo: : Le Cartellate o “U Carteddat”, la mia ricetta! […]

  4. […] non cambia idea! ;)) per preparare con lei le cartellate! Già un anno fa vi ho pubblicato la mia ricetta delle cartellate: ma, quest’anno, ho voluto provarle con un nuovo prodotto che ho cercato in lungo e in […]

  5. Franco ha detto:

    Complimenti per la ricetta. Ho faticato molto per trovarla, il motivo? “non è stato scritto in materano “U cartddet”. Non vergogniamoci del nostro dialetto. Saluti

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