E’ tempo di vendemmia e di buon vino, quello pugliese

Published on: set 29 2015 by Daniela

Il vino è una delle bevande alcoliche che maggiormente caratterizzano l’intero territorio italiano. Il vino infatti è molto più che una semplice bevanda, derivata dalla spremitura dell’uva. Le tecniche di coltivazione dei vitigni destinati ad essere tramutati in vino, le varie modalità di vinificazione, le numerose tradizioni e la lunga storia che si celano dietro ad ogni bicchiere, rendono anche un semplice sorso un’esperienza sensoriale davvero unica.

vigneto-vino-pugliese

Quindi, non basta bere vino: si deve bere del buon vino, selezionato tra le migliori etichette. In particolar modo quando arriva settembre, si moltiplicano le occasioni di degustare nettari di grande qualità, meglio se di provenienza locale. Ad esempio il vino pugliese è una sicura garanzia di sapore e di proprietà olfattive uniche: la sua storia è molto antica e affonda nella notte dei tempi.
La Puglia è benedetta da un clima molto mite, dalla presenza di suolo fertile e dai raggi del sole. Quando la regione fu colonizzata prima dai Greci, e poi dai Latini, la tradizione di coltivare la vite e di ricavare dagli acini di uva il vino era già consolidata. I vini pugliesi, per lo più rossi, venivano ricordati non con il nome latino di vinum, ma di merum. La differenza stava nel fatto che il vinum era una miscela in cui alla spremitura delle uve si addizionavano miele, o spezie, per renderla più gradevole. Il merum era un vino schietto, buono da bere da solo. Così erano i vini pugliesi, come il Primitivo di Manduria, che, ancora oggi, è uno dei più apprezzati in tutto il mondo.

Plinio il Vecchio, noto scrittore di epoca latina, ricordava la Puglia come regione viticulosae, riferendosi nello specifico proprio alla zona di Manduria. La qualità delle vigne pugliesi, con la caduta dell’Impero romano, però, conobbe un drastico calo, almeno fino all’epoca delle crociate. Fu in quel periodo, quando i soldati cristiani partivano verso la Terrasanta imbarcandosi dal Sud Italia, che nacque il modo di dire “fare un brindisi”, dal nome dell’omonima città. Infatti a Brindisi, prima di salpare verso un destino incerto, i crociati bevevano vino abbondante, lo squisito nettare delle terre pugliesi.

Oggi, la Puglia produce sette milioni di ettolitri di vino ogni anno, che vengono esportati anche fuori dall’Italia. Come si diceva, il vino prodotto è per lo più rosso, ma non mancano dei vini bianchi pugliesi di eccellenza realizzati con uve quali il fiano e la Malvasia. Come un tempo, anche oggi la produzione vuole privilegiare la qualità piuttosto che la quantità, e le cantine fanno del loro meglio per realizzare solo bottiglie di grande spessore.

In questo modo, l’antica tradizione di un nettare che viene estratto dagli acini, in una terra, la Puglia, dove Dante disse che “il sole si fa vino”, si trasforma in base alle più moderne regole dell’imprenditoria contemporanea. Una cosa però resta immutata, anche con il trascorrere dei secoli: il gusto unico di vini prodotti con le migliori uve selezionate.
In ogni bottiglia si possono assaporare allo stesso tempo la storia e il gusto di una terra dalle molte qualità, la Puglia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Filed under: Specialità enogastronomiche pugliesi

Leave a Reply

*

*