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	<title>Ricette e Vini del Sud Italia - Sapori dei Sassi Blog &#187; prodotti tipici lucani</title>
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	<description>Raccontiamo la cultura enogastronomica del Sud Italia</description>
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		<title>Caserecce con pesto di rosmarino per&#8230;cucinare con le erbe aromatiche!</title>
		<link>http://blog.saporideisassi.it/2011/05/caserecce-pesto-rosmarino-cucinare-erbe-aromatiche/</link>
		<comments>http://blog.saporideisassi.it/2011/05/caserecce-pesto-rosmarino-cucinare-erbe-aromatiche/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[canestrato di moliterno]]></category>
		<category><![CDATA[erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[pesto]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
La voglia di preparare questo pesto è nata da un contest che mi ha colpito particolarmente perché si focalizzava sulle erbe aromatiche, che io semplicemente adoro.
In questo periodo, poi, si trova il basilico freschissimo e profumatissimo, per non parlare di tutte le erbe aromatiche della macchia mediterranea, rosmarino, origano, salvia, alloro&#8230;
Alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2909" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/05/caserecce-pesto-rosmarino-cucinare-erbe-aromatiche/5692944169_b82ef30f1b_b/"><img class="alignleft size-full wp-image-2909" title="Caserecce con pesto al rosmarino" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5692944169_b82ef30f1b_b.jpg" alt="Caserecce con pesto al rosmarino" width="499" height="747" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>La voglia di preparare questo pesto è nata da un contest che mi ha colpito particolarmente perché si focalizzava sulle erbe aromatiche, che io semplicemente adoro.</p>
<p>In questo periodo, poi, si trova il basilico freschissimo e profumatissimo, per non parlare di tutte le erbe aromatiche della macchia mediterranea, rosmarino, origano, salvia, alloro&#8230;</p>
<p>Alla fine ho scelto il rosmarino perché ne ho diverse piantine nel balcone di casa, alcune delle quali avevano ancora i graziosi fiorellini.  Ho pensato, quindi, di preparare una tipicità genovese ma utilizzando gli ingredienti della mia terra, anzi, del mio balcone!</p>
<p>Ad ogni modo, una base di basilico c&#8217;è, per conferire al pesto un aroma ed un colore più intenso; ho sostituito, invece, i pinoli con delle mandorle, più dolci e delicate, ed ho utilizzato un pecorino della mia terra, il Canestrato di Moliterno IGP.  Inoltre, ho arricchito il tutto con un pizzico di polvere di peperone dolce. Davvero ottimo!</p>
<p><strong>CASERECCE CON PESTO DI ROSMARINO</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti </em></span>(per 4 persone):</p>
<p>400 gr di Caserecce<br />
40 gr di rosmarino<br />
40 gr di basilico fresco<br />
2 spicchi d&#8217;aglio<br />
50 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/200-canestrato-di-moliterno-igp-650-gr.html">pecorino di Moliterno</a><br />
20 gr di mandorle pelate<br />
olio extravergine d&#8217;oliva q.b. (circa 90-100 gr)<br />
un pizzico di <a href="http://www.saporideisassi.it/222-peperoncino-in-polvere-dolce-gr-40.html">polvere di peperone dolce</a><br />
sale q.b.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>Per la preparazione di questo pesto non ho utilizzato il mortaio perché ho pensato che sarebbe stato difficile lavorare il rosmarino; pertanto, ho utilizzato un normale frullatore.</p>
<p>Lavate il basilico e gli aghi di rosmarino e fateli asciugare per bene su carta assorbente.  Mettete nella ciotola del frullatore il rosmarino, il basilico, il pecorino, l&#8217;aglio, le mandorle, un pizzico di polvere di peperone doce e versate una parte dell&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva.  Fruttate il tutto facendo attenzione affinché il pesto non si surriscaldi: pertanto, frullate a scatti.   Salate a piacere e aggiungete a filo l&#8217;altro olio extravergine d&#8217;oliva fino a quando non otterrete una crema non molto fluida.</p>
<p>Fate cuocere le caserecce in abbondante acqua salata.  Scolate e mescolate la pasta con il pesto di rosmarino in una ciotola.  Servite nei piatti decorando con una cimetta di rosmarino ed una fogliolina di basilico fresco.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2928" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/05/caserecce-pesto-rosmarino-cucinare-erbe-aromatiche/bannerino/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2928" title="bannerino" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/bannerino-199x300.jpg" alt="bannerino" width="179" height="270" /></a>Con questa ricetta partecipo al bellissimo contest di Laura &#8220;<a href="http://iocomesono-pippi.blogspot.com/2011/03/cucinando-conle-erbe-aromatiche-e-i.html">Cucinando&#8230;con le erbe aromatiche</a>&#8220;. E&#8217; una ricetta semplice, ma sicuramente alla portata di tutti e che accontenterà anche i palati più esigenti&#8230;Spero vi piaccia!</p>


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		<title>Il Rosolio&#8230;ma cos&#8217;è?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[liquore rosolio]]></category>
		<category><![CDATA[liquori pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[rosolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Il cosiddetto &#8220;ammazza caffè&#8221; è un rito importante del pasto: oltre ad aiutare la digestione, rappresenta anche un momento per rilassarsi, fermarsi a dire quattro chiacchiere con i commensali, per riposarsi dalle &#8220;fatiche&#8221; del pasto.
C&#8217;è chi preferisce la grappa, chi un buon amaro, chi un limoncello&#8230;  Io da qualche tempo ho scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2835" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/il-rosolio-ma-cose/5635388556_e30ccf2df7_b/"><img class="alignleft size-full wp-image-2835" title="Rosolio " src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5635388556_e30ccf2df7_b.jpg" alt="5635388556_e30ccf2df7_b" width="477" height="717" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Il cosiddetto &#8220;ammazza caffè&#8221; è un rito importante del pasto: oltre ad aiutare la digestione, rappresenta anche un momento per rilassarsi, fermarsi a dire quattro chiacchiere con i commensali, per riposarsi dalle &#8220;fatiche&#8221; del pasto.</p>
<p>C&#8217;è chi preferisce la <a href="http://www.saporideisassi.it/14-grappe">grappa</a>, chi un buon amaro, chi un limoncello&#8230;  Io da qualche tempo ho scoperto la bontà e genuinità di un altro liquore, il <a href="http://www.saporideisassi.it/12-rosoli"><strong>rosolio</strong></a>, detto anche &#8220;il liquore del passato&#8221;.  Il rosolio, il cui nome deriva da <em>ros solis</em>, ossia, &#8220;rugiada del sole&#8221;, ha origini molto antiche, risalenti al periodo che va tra la fine del &#8216;600 e l&#8217;inizio del &#8216;700, momento in cui entra in commercio lo zucchero sufficientemente raffinato.</p>
<p>Inizialmente veniva preparato dalle suore che lo servivano per accogliere ospiti importanti nei conventi.  Successivamente, però, è diventato il <a href="http://www.saporideisassi.it/11-liquori-grappe">liquore</a> delle signore per eccellenza, grazie al suo grado alcolico moderato (generalmente tra 25 e 35 % Vol).  Era il più utilizzato per ogni tipo di festività familiare, dai battesimi ai fidanzamenti e, soprattutto, veniva offerto agli sposi novelli come buon augurio per una vita matrimoniale felice.</p>
<p>Il rosolio classico deriva dalla macerazione ed infusione alcolica di petali di rosa.  Oggi, però, proprio seguendo il sistema di produzione originario, vengono prodotti innumerevoli tipi di rosoli, utilizzando erbe aromatiche o anche la frutta.</p>
<p>Sulla Murgia lucana e pugliese è possibile trovare moltissime varietà di erbe e piante selvatiche che danno origine a due differenti selezioni di rosoli:</p>
<ul>
<li>Selezione <em>Frutti speciali</em> (gelso rosso, visciole e fico d&#8217;India), da servire sempre ghiacciati, anche da accompagnare ad un buon dolce, o a sorbetti e gelati bianchi</li>
<li>Selezione <em>Erbe aromatiche selvatiche</em> (salvia e limone, alloro, basilico, mente selvatiche, malva e santoreggia, finocchietto selvatico), ottimi a temperatura ambiente, freschi, ghiacciati e, addirittura, caldissimi/brulé, dato che il caldo libera gli olii essenziali che contengono.</li>
</ul>
<p>I rosoli, quindi, sono ottimi digestivi artigianali, da gustare da soli o, meglio ancora, in momenti conviviali.</p>


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		</item>
		<item>
		<title>Polpettine di patate e peperoni cruschi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[patate]]></category>
		<category><![CDATA[peperoni cruschi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[ricette contorni pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[ricette peperoni cruschi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette polpette]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Vi ho parlato spesso dei peperoni cruschi, uno dei prodotti tipici lucani per eccellenza.
Per chi ancora non li conosce, si tratta di peperoni rossi dolci, coltivati a Senise (che ne dà anche il nome per la denominazione IGP) e comuni limitrofi, essiccati al sole in lunghissime collane (le famose &#8220;serte&#8221;) e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2778" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/polpettine-di-patate-e-peperoni-cruschi/5616068691_af86291396_b/"><img class="alignleft size-full wp-image-2778" title="5616068691_af86291396_b" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5616068691_af86291396_b.jpg" alt="5616068691_af86291396_b" width="491" height="738" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Vi ho parlato spesso dei <strong>peperoni cruschi</strong>, uno dei <a href="http://www.saporideisassi.it/">prodotti tipici lucani</a> per eccellenza.</p>
<p>Per chi ancora non li conosce, si tratta di peperoni rossi dolci, coltivati a Senise (che ne dà anche il nome per la denominazione IGP) e comuni limitrofi, essiccati al sole in lunghissime collane (le famose &#8220;serte&#8221;) e poi fritti. Grazie a questa lieve frittura, i peperoni diventano &#8220;cruschi&#8221;, che significa &#8220;croccanti&#8221;.</p>
<p>Molti sono scettici dinanzi alla peculiarità dei peperoni cruschi (o Peperoni di Senise), ma una volta assaggiati non se ne fa più a meno.  Si, perché sono <strong>gustosi </strong>e <strong>croccanti </strong>come patatine.</p>
<p>Il modo migliore per gustarli è sicuramente da soli, come <em>antipasto </em>o <em>aperitivo</em>, da sgranocchiare dinanzi ad un bel bicchiere di vino rosso (meglio se Aglianico del Vulture, per restare nello stesso territorio).  Ma i peperoni cruschi possono essere utilizzati in svariati modi in cucina e su varie pietanze tradizionali, come il baccalà o con le patate.  Peperoni cruschi e patate, infatti, è uno dei tiatti più tipici della Basilicata e, proprio sulla scia di questa antica ricetta, vi propongo delle polpette impanate con gli stessi ingredienti.  Ottimi come aperitivo o contorno, magari proprio per il vostro pranzo di Pasqua.</p>
<p><strong>POLPETTINE IMPANATE DI PATATE E PEPERONI CRUSCHI</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti</em></span>: (quantità approssimative)</p>
<p>1 Kg di patate<br />
2 uova intere<br />
40 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/44-peperoni-cruschi.html">peperoni cruschi fritti</a><br />
100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/260-treccia-di-mozzarella.html">treccia</a><br />
50 gr pangrattato (per l&#8217;impasto)<br />
100 gr di pecorino lucano grattuggiato<br />
noce moscata, pepe nero, sale q.b.</p>
<p>(per la panatura)<br />
3-4 uova<br />
pangrattato q.b.</p>
<p>(per la frittura)<br />
olio di semi di arachidi</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>La sera precedente lessate le patate con la buccia in abbondante acqua salata e fatele raffreddare.</p>
<p>Pelate le patate e schiacciatele con uno schiacciapatate.  Mettete la purea di patate in una ciotola, uniteci le due uova, il pecorino, il pangrattato, il pepe e la noce moscata: salate a piacere e mescolate per amalgamare il tutto.  A questo punto, aggiungete la treccia che avrete precedentemente tagliato a pezzetti molto piccoli e i peperoni cruschi sbriciolati con le mani.  Mescolate bene tutto.</p>
<p>Formate delle polpette di impasto di patate e peperoni cruschi, bagnatele nelle uova sbattute e, infine, passatele nel pangrattato.</p>
<p>Friggete le polpette in abbondante olio di semi di arachide fino a doratura (un paio di minuti), toglietele dal fuoco con l&#8217;aiuto di un mestolo forato e fatele asciugare su carta assorbente.</p>
<p>Sarvitele, possibilmente, ancora calde. Buon appetito!</p>


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		<title>Risotto con asparagi selvatici e pomodori secchi</title>
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		<comments>http://blog.saporideisassi.it/2011/04/risotto-con-asparagi-selvatici-e-pomodori-secchi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori secchi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta risotto asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette risotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Proprio nel post precedente Giuseppe vi ha parlato della dieta mediterranea&#8230;
Ed oggi io vi propongo una ricetta che ha sicuramente ingredienti che ne fanno parte, asparagi selvatici e pomodori secchi.
Gli asparagi selvatici sono facilmente reperibili dalle nostre parti e, in generale, in tutto il bacino mediterraneo.
Fanno parte della famiglia delle Liliaceae ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2714" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/risotto-con-asparagi-selvatici-e-pomodori-secchi/5595652082_a66db1b876_b/"><img class="alignleft size-full wp-image-2714" title="5595652082_a66db1b876_b" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5595652082_a66db1b876_b.jpg" alt="5595652082_a66db1b876_b" width="491" height="737" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Proprio nel post precedente Giuseppe vi ha parlato della <a href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/le-virtu-della-dieta-mediterranea/">dieta mediterranea</a>&#8230;</p>
<p>Ed oggi io vi propongo una ricetta che ha sicuramente ingredienti che ne fanno parte, <strong>asparagi selvatici</strong> e <strong>pomodori secchi</strong>.</p>
<p>Gli asparagi selvatici sono facilmente reperibili dalle nostre parti e, in generale, in tutto il bacino mediterraneo.</p>
<p>Fanno parte della famiglia delle Liliaceae ed appartengono di diritto alla famiglia di piante selvatiche della cosiddetta <strong>macchia mediterranea</strong>.</p>
<p>Gli asparagi selvatici sono molto più sottili di quelli coltivati ed hanno un gusto più intenso e deciso, sicuramente più &#8220;amarognolo&#8221; (inteso come <em>piacevolmente amarognolo</em>).</p>
<p>Si prestano moltissimo nei risotti e nelle frittate.  Oggi vi propongo proprio un risotto di asparagi a cui, però, ho abbinato i pomodori secchi, il cui gusto, a mio parere, ben si sposa con l&#8217;amarognolo degli asparagi.  Inoltre, i pomodori secchi, danno anche un tocco di colore al piatto, rendendolo ancora più primaverile.</p>
<p><strong>RISOTTO CON ASPARAGI SELVATICI E POMODORI SECCHI</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti </em></span>(per 4 persone):</p>
<p>350 gr di riso<br />
300 gr circa di asparagi selvatici<br />
30 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/45-pomodori-secchi.html">pomodori secchi</a><br />
30 gr di burro<br />
1 L circa di brodo vegetale<br />
1/2 bicchiere di vino bianco secco<br />
1 scalogno<br />
olio extravergine d&#8217;oliva, sale, pepe q.b.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>Mondate gli asparagi selvatici e lessateli in abbondante acqua salata.  Una volta cotti scolateli per bene, tagliateli a pezzetti più o meno grandi e tenete da parte alcune punte che utilizzerete per decorare il piatto.</p>
<p>Mettete a soffriggere l&#8217; olio e lo scalogno sminuzzato finemente e, a doratura, aggiungete gli asparagi selvatici. Fate cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti, mescolando e sminuzzando gli asparagi con un cucchiaio di legno e sfumate con il vino bianco.  A questo punto, aggiustate di sale ed unite il riso.</p>
<p>Fate rosolare il riso per un minuto circa e iniziate a versare il brodo vegetale.  All&#8217;inizio dovrete versare abbondante brodo per facilitare la cottura e poi, ad assorbimento, ne dovrete aggiungere un mestolo alla volta, mescolando ripetutamente, fino a quando il riso non sarà completamente cotto.  Durante la cottura, aggiustate di sale e pepate.</p>
<p>Nel frattempo, reidratate i pomodori secchi per circa 10 minuti in acqua calda.</p>
<p>Quando il riso avrà quasi raggiunto la giusta cottura, aggiungete i pomodori secchi tagliati a pezzetti più o meno grandi ed il burro per amalgamare il tutto.</p>
<p>Servite nei piatti decorando con le punte di asparagi selvatici che avevate precedentemente messo da parte.</p>
<p>Buon appetito!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2749" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/risotto-con-asparagi-selvatici-e-pomodori-secchi/bannerino-calendario/"><img class="alignleft size-full wp-image-2749" title="bannerino calendario" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/bannerino-calendario.jpg" alt="bannerino calendario" width="294" height="134" /></a>Con questa ricetta partecipo al <a href="http://ammodomio.blogspot.com/2011/04/un-anno-ammodomio-aprile.html">Calendario Ammodomio</a>, ideato dalla magnifica<strong> Ornella Mirelli</strong>.  Propongo questa ricetta perché è semplice da realizzare e perché contiene ingredienti di stagione che rispecchiano la terra in cui vivo.</p>


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		<title>Mezzi paccheri con funghi cardoncelli e pancetta</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 06:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[funghi cardoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[pancetta tesa]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette funghi cardoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[ricette primi piatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
A voi piacciono i funghi?  Io ne vado pazza&#8230; Qualsiasi piatto a basa di funghi è, per me, causa di salivazione a 3000! E soprattutto impazzisco per i funghi della mia terra, vale a dire i funghi cardoncelli.
Ancora non li conoscete? Ne avevo già parlato qui.
Si tratta di una varietà di funghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2674" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/04/mezzi-paccheri-con-funghi-cardoncelli-e-pancetta/5576679986_5564cdc802_z/"><img class="alignleft size-full wp-image-2674" title="Mezzi paccheri-funghi cardoncelli-pancetta" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5576679986_5564cdc802_z.jpg" alt="Mezzi paccheri-funghi cardoncelli-pancetta" width="426" height="640" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>A voi piacciono i funghi?  Io ne vado pazza&#8230; Qualsiasi piatto a basa di funghi è, per me, causa di salivazione a 3000! E soprattutto impazzisco per i funghi della mia terra, vale a dire i <strong>funghi cardoncelli</strong>.</p>
<p>Ancora non li conoscete? Ne avevo già parlato <a href="http://blog.saporideisassi.it/2010/02/i-cardoncelli-i-funghi-onesti-della-murgia-materana-e-pugliese/">qui</a>.</p>
<p>Si tratta di una varietà di funghi tipica della Murgia pugliese e materana.  Il loro nome deriva dal fatto che crescono spontanei prevalentemente vicino ai cardi selvatici.  In bocca sono carnosi, gustosi, con un <strong>gusto inconfondibile</strong> ed il loro sapore si può definire intenso ma <strong>elegante </strong>e persistente.</p>
<p>E&#8217; per tutte queste qualità che i funghi cardoncelli possono essere utilizzati per qualsiasi preparazione.</p>
<p>Questa volta ho deciso di utilizzarli in un gustoso primo piatto con mezzi paccheri freschi (chiamati anche &#8220;calamarata&#8221; per via della loro forma), abbinandoci anche un po&#8217; di cubetti di pancetta tesa, qualche pomodorino fresco, vin bianco, farina ed una bella spolverata di prezzemolo fresco.  Ma ora vi andrò a descrivere la ricetta nel dettaglio.</p>
<p>Un piatto molto aromatico che non vi appesantirà; anzi, avrete sicuramente voglia di fare il &#8220;bis&#8221;! Scommettiamo? :)</p>
<p><strong>MEZZI PACCHERI (O CALAMARATA) CON FUNGHI CARDONCELLI E PANCETTA TESA</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti </em></span>(per 4-5 persone):</p>
<p>400 gr di mezzi paccheri freschi (li potrete trovare anche con il nome di &#8220;Calamarata&#8221;)</p>
<p>300 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/74-funghi-cardoncelli-gr185.html">fughi cardoncelli</a></p>
<p>100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/salumi-/330-pancetta-tesa.html">pancetta di maiale</a></p>
<p>150 gr di pomodorini</p>
<p>50 gr di burro</p>
<p>mezza cipolla</p>
<p>1/4 di dado</p>
<p>1 dl circa di vino bianco secco</p>
<p>2 cucchiai di farina &#8220;tipo 00&#8243;</p>
<p>prezzemolo, sale, olio extravergine d&#8217;oliva q.b.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>Lavate i funghi cardoncelli sotto l&#8217;acqua corrente per eliminare la terra, poi tagliateli a fette grossolane e strizzateli per bene.</p>
<p>In una casseruola, fate soffriggere l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva con la cipolla affettata sottilissima.  Aggiungete, poi, la pancetta precedentemente tagliata a cubetti; fate imbiondire e, infine, unite i funghi cardoncelli.</p>
<p>Quando i funghi si saranno ammorbiditi, versate il vino bianco e fate evaporare per qualche minuto.  Aggiungete, poi, i pomodorini tagliati a metà e fate cuocere a fiamma alta per circa 15 minuti. Salate a piacere.</p>
<p>A metà cottura, insaporite con il dado ed il burro: fate sciogliere e mescolate per bene.  Quando i funghi saranno cotti, unite i 2 cucchiai di farina setacciata in modo tale che il brodo che si è formato in cottura si trasformerà in una crema gustosissima.  Mescolate per qualche secondo e poi togliete dal fuoco.</p>
<p>Nel frattempo fate cuocere i mezzi paccheri in abbondante acqua salata e, a cottura ultimata, scolate e fate saltare in padella con il composto di funghi e pancetta.</p>
<p>Per ultimo, aggiungete una bella manciata di prezzemolo fresco e servite nei piatti.</p>


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		<title>Soufflè di patate e pezzente con mousse di ceci neri</title>
		<link>http://blog.saporideisassi.it/2011/03/souffle-di-patate-e-pezzente-con-mousse-di-ceci-neri/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 06:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[ceci neri]]></category>
		<category><![CDATA[pezzente della montagna materana]]></category>
		<category><![CDATA[presidi slow food basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta soufflè di patate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.saporideisassi.it/?p=2642</guid>
		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Questa ricetta è risultato di un altro pranzo al ristorante Baccanti di Matera.  Premetto che non è identica, nel senso che ho cercato di avvicinarmi al piatto originale, che era semplicemente divino.  Però il mio risultato non mi è dispiaciuto affatto.
Al ristorante lo chef ci ha prodosto questo tortino di patate che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/03/souffle-di-patate-e-pezzente-con-mousse-di-ceci-neri/5571057946_4ba6f2f660_z/"><img class="alignleft size-full wp-image-2643" title="Soufflè di patate e pezzente con mousse di ceci neri" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5571057946_4ba6f2f660_z.jpg" alt="Soufflè di patate e pezzente con mousse di ceci neri" width="426" height="640" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Questa ricetta è risultato di un altro pranzo al ristorante Baccanti di Matera.  Premetto che non è identica, nel senso che ho cercato di avvicinarmi al piatto originale, che era semplicemente divino.  Però il mio risultato non mi è dispiaciuto affatto.</p>
<p>Al ristorante lo chef ci ha prodosto questo tortino di patate che, vi giuro, si scioglieva in bocca, sembrava quasi una mousse.  Inizialmente pensavo ci fosse la ricotta e, ho indagato un pochetto con uno stratagemma.  In pratica ho chiesto al padrone di casa se ci fosse della ricotta nel tortino dicendogli che ero allergica (ovviamente era falso ed ora posso dirlo! Scusa Sergio! :P), e lui mi ha assicurato che non c&#8217;era assolutamente ricotta!  Con quella scusa non poteva certo mentirmi!</p>
<p>E così ho chiesto consiglio alle mie amiche del <a href="http://www.gennarino.org/forum/">forum gennarino</a>, la mia scuola di cucina virtuale, e mi hanno suggerito che poteva trattarsi di un soufflè.  All&#8217;inizio ero un po&#8217; scettica perché quello del ristorante sicuramente non era un soufflé, non era gonfio, ma ho pensato che lo chef poteva aver comunque utilizzato gli albumi montati a neve per dare quell&#8217;effetto spumoso.</p>
<p>Del resto, ho pensato, non potrà mai essere gonfio come un tradizionale soufflè al formaggio perché non ci sono solo patate (che già son pesanti) ma c&#8217;è anche la salsiccia di pezzente che ha un suo peso.  Effettivamente, l&#8217;impasto si è gonfiato in forno, non tantissimo (come quando faccio il soufflè al formaggio), ma quanto basta per conferire leggerezza al gusto.</p>
<p>Mi è piaciuto davvero tanto, ogni forchettata era un&#8217;esplosione di gusto e leggerezza allo stesso tempo!  Da rifare a breve.</p>
<p>Prima della ricetta, una piccola <span style="text-decoration: underline;">comunicazione di servizio</span>: abbiamo <strong>rimandato</strong> alla mezzanotte del <strong>17 aprile</strong> la data di scadenza per la partecipazione al nostro <a href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/il-sud-nel-piatto-il-nuovo-contest-di-sapori-dei-sassi/">contest &#8220;Il Sud nel Piatto&#8221;</a>.  Attendo con ansia le vostre ricette dato che ora avete altro tempo per prepararle!</p>
<p><strong>SOUFFLE&#8217; DI PATATE E PEZZENTE DELLA MONTAGNA MATERANA CON MOUSSE DI CECI NERI</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti</em></span>:</p>
<p>500 gr di patate</p>
<p>1 dl di latte</p>
<p>2 tuorli piccoli</p>
<p>3 albumi</p>
<p>50 gr di burro</p>
<p>100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/salumi-/324-pezzente-della-montagna-materana.html">Pezzente della Montagna materana</a>, presidio Slow Food</p>
<p>1 mozzarella piccola</p>
<p>noce moscata, sale q.b.</p>
<p>pangrattato (per gli stampini)</p>
<p>100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/48-ceci-piccoli-neri.html">ceci neri della Murgia</a></p>
<p>1 cucchiaio di formaggio tipo philadelphia</p>
<p>50 gr di panna fresca</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>Due giorni prima, mettete in ammollo i ceci neri in acqua fredda, con una punta di bicarbonato e cambiate spesso l&#8217;acqua nel corso delle 48h.</p>
<p>Lessate i ceci neri in acqua e sale, senza aggiungere altri aromi per circa 90 minuti e poi frullateli con un passatutto ad immersione.  Lasciate raffreddare.</p>
<p>Lessate le patate, sbucciatele e poi passatele in uno schiacciapatate.  Tagliate a pezzettini minuscoli il pezzente e la mozzarella.  Fate sciogliere il burro, unitelo poi alle patate insieme al pezzente ed alla mozzarella e aggiungete i tuorli d&#8217;uovo.  Salate e grattate un po&#8217; di noce moscata.  Fate stemperare il latte ed versatelo nella ciotola con le patate un po&#8217; per volta, mescolando ripetutamente.</p>
<p>Ora, montate a neve gli albumi e versateci un cucchiaio per volta di composto di patate mescolando piano piano dal basso verso l&#8217;alto.</p>
<p>Imburrate degli stampini da soufflè (io ho usato dei piccoli coppapasta quadrati) e cospargete di pangrattato.  Versate il composto negli stampini senza superare i 2/3 degli stessi ed infornate a 200°C per circa 20-25 minuti.</p>
<p>Nel frattempo, riprendete i ceci neri frullati finemente, aggiungete un cucchiaio abbondante di formaggio tipo philadelphia e mescolate il tutto fino a quando il composto non risulterà omogeneo.  Montate la panna fresca  ed aggiungete un cucchiaio per volta di composto di ceci neri mescolando sempre dal basso verso l&#8217;alto.</p>
<p>Impiattate con il soufflè di patate e pezzente, nello stampino o senza (come ho fatto io) e decorate a piacere con la mousse di ceci neri.</p>


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		<title>Bocconcini alla lucana</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[funghi cardoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[lucanica piccante]]></category>
		<category><![CDATA[pancetta tesa]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta bocconcini]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta braciole]]></category>
		<category><![CDATA[ricette tipiche lucane]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Ed eccomi qui dopo una lunga settimana&#8230; Lo so, sono stata un po&#8217; assente, anche sul nostro canale facebook, su twitter ed ho avuto pochissimo tempo libero da passare in cucina.  La causa? Beh, anch&#8217;io non sono riuscita ad evitare l&#8217;influenza con febbrone da cavallo.
Ma rieccomi qui, ancora con qualche &#8220;acciacco&#8221; ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2617" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/03/bocconcini-alla-lucana/5564531461_d94826a0cf_z/"><img class="alignleft size-full wp-image-2617" title="Bocconcini alla lucana con funghi cardoncelli e lucanica" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5564531461_d94826a0cf_z.jpg" alt="Bocconcini alla lucana con funghi cardoncelli e lucanica" width="426" height="640" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Ed eccomi qui dopo una lunga settimana&#8230; Lo so, sono stata un po&#8217; assente, anche sul nostro canale facebook, su twitter ed ho avuto pochissimo tempo libero da passare in cucina.  La causa? Beh, anch&#8217;io non sono riuscita ad evitare l&#8217;influenza con febbrone da cavallo.</p>
<p>Ma rieccomi qui, ancora con qualche &#8220;acciacco&#8221; ma con una ricettina davvero deliziosa che viene dalla mia terra, la Basilicata.</p>
<p>Premetto che ce ne sono varie versioni, con vari <a href="http://www.saporideisassi.it">prodotti tipici lucani</a>.  Io, per esempio li faccio spesso in bianco con filetto o capocollo di maiale&#8230;</p>
<p>Poi, qualche mese fa mi hanno donato il ricettario &#8220;Mangiare d&#8217;arte in Lucania&#8221; edito da BMG e patrocinato da tutte le istituzioni lucane (Camera di Commercio, Regione, Provincia, Alsia&#8230;).  E&#8217; un testo davvero bello perché viene abbinato ogni piatto della tradizione lucana preparato da <em>Gigi Sanrocco</em>, cuoco della <em>Trattoria Lucana</em> ad un&#8217;opera d&#8217;arte di Giuseppe Miriello, famoso artista lucano.</p>
<p>E&#8217; proprio qui che ho trovato questa ricetta.  Ovviamente, l&#8217;ho adattata ai miei gusti personali sostituendo il ripieno di pancetta (ricetta originale) con della lucanica piccante, un po&#8217; più sapida della pancetta ed anche più aromatica.</p>
<p><strong>BOCCONCINI ALLA LUCANA</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti </em></span>(per 4-5 persone):</p>
<p>800 gr di carne di vitello</p>
<p>300 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/74-funghi-cardoncelli-gr185.html">funghi cardoncelli</a></p>
<p>100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/64-lucanica-piccante.html">lucanica piccante</a> (nella ricetta originale c&#8217;è la <a href="http://www.saporideisassi.it/salumi-/330-pancetta-tesa.html">pancetta tesa</a>)</p>
<p>100 gr di pecorino lucano grattugiato</p>
<p>10 pomodorini rossi</p>
<p>1/2 bicchiere di vino bianco secco</p>
<p>1 spicchio d&#8217;aglio</p>
<p>olio extravergine d&#8217;oliva</p>
<p>farina tipo 00</p>
<p>prezzemolo</p>
<p>rucola (io non l&#8217;ho messa)</p>
<p>sale, pepe q.b.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p>Pulite i funghi cardoncelli eliminado la terra dai gambi; lavateli nell&#8217;acqua velocemente e poi fateli scolare.  Tagliateli, quindi, a fettine.</p>
<p>Tritate il prezzemolo e la lucanica piccante.</p>
<p>Disponete sul tavolo le fettine di vitello, salatele e pepatele.  Su ciascuna di esse mettete un po&#8217; di pecorino grattugiato, del prezzemolo tritato e qualche pezzettino di lucanica piccante.  Chiudete, infine, i bocconcini con degli stuzzicadenti.  Infarinate i bocconcini e fateli cuocere in una padella con dell&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva.  A metà cottura, sfumate con il vino bianco e fate cuocere per alcuni minuti.</p>
<p>In una casseruola fate soffriggere l&#8217;olio extravergine e l&#8217;aglio e, a doratura, versate i funghi cardoncelli che avevate tagliato a fettine.  Salate, mescolate con cura e fate cuocere fino a quando i funghi si saranno appassiti.</p>
<p>A cottura ultimata, versate i funghi nella padella con i bocconcini, aggiungete i pomodorini tagliati a metà e fate cuocere per circa 30 minuti.  Se la carne tende ad asciugarsi troppo, aggiungete un po&#8217; d&#8217;acqua.  Inoltre, per creare quasi una crema ai funghi cardoncelli, aggiungete nel sughetto un cucchiaio di farina 00.</p>
<p>Provateli perché sono davvero ottimi!</p>


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		<title>Calzoni di Pezzente della montagna materana e fagioli di Sarconi IGP &#8220;San Michele rosso&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 09:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[cucina lucana]]></category>
		<category><![CDATA[fagioli di sarconi igp]]></category>
		<category><![CDATA[fagioli rossi]]></category>
		<category><![CDATA[pezzente della montagna materana]]></category>
		<category><![CDATA[presidi slow food basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta calzoni ripieni]]></category>
		<category><![CDATA[ricette lucane]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
 Questa ricetta è venuta fuori da un paio di input. In primis, un contest stupendo lanciato da Giulia (Juls&#8217; Kitchen) dal titolo &#8220;Se tu fossi una ricetta&#8230;&#8221;.  Sebbene abbia lanciato prioprio io un contest enogastronomico venerdì scorso (l&#8217;avete letto? Visto che premio? ;)), volevo assolutamente partecipare a quello della mia cara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em><a rel="attachment wp-att-2289" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/calzoni-pezzente-montagna-materana-fagioli-sarconi-igp-sanmichele-rosso/calzoni-pezzente-fagioli-sarconi/"><img class="alignleft size-full wp-image-2289" title="Calzoni-pezzente-fagioli-sarconi" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/Calzoni-pezzente-fagioli-sarconi.jpg" alt="Calzoni-pezzente-fagioli-sarconi" width="426" height="640" /></a>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span>Questa ricetta è venuta fuori da un paio di input. In primis, un contest stupendo lanciato da Giulia (Juls&#8217; Kitchen) dal titolo &#8220;Se tu fossi una ricetta&#8230;&#8221;.  Sebbene abbia lanciato prioprio io un <a href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/il-sud-nel-piatto-il-nuovo-contest-di-sapori-dei-sassi/">contest enogastronomico</a> venerdì scorso (l&#8217;avete letto? Visto che premio? ;)), volevo assolutamente partecipare a quello della mia cara amica toscana perché, credo, che noi che scriviamo sempre sul cibo, scegliamo le ricette da pubblicare sulla base di ciò che più ci rappresenta.  Perché dietro ogni blog, dietro ogni post, ogni singola ricetta c&#8217;è sempre una persona, con i suoi sentimenti e le sue emozioni.  Ed io credo di esserne l&#8217;esempio più lampante: nonostante scrivo in un blog &#8220;aziendale&#8221; non riesco a nascondere (né voglio farlo ;)) quella che sono, la mia personalità, le mie passioni, le mie paure.  E sono contenta che mi apprezziate per questo&#8230;  Così, quando ho letto di questo contest mi è subito venuta in mente questa ricetta.  Forse perché qualche giorno fa sono andata con i miei cognati al ristorante Baccanti di Matera per decidere il menù per il battesimo del mio primo nipotino: come primo ha proposto proprio questo.  A dir la verità, il propietario parlava di ravioli ma io, ho pensato ai calzoni perché sono più tipici della mia terra! Ovviamente non gli ho chiesto la ricetta, ho cercato di immaginarla e&#8230;è venuta fuori questa delizia!  Alla fine vi spiegherò perché ho scelto proprio questa ricetta e perché mi rappresenta così tanto&#8230;</p>
<p><strong>CALZONI DI PEZZENTE DELLA MONTAGNA MATERANA (PRESIDIO SLOW FOOD) E FAGIOLI DI SARCONI IGP (ECOTIPO &#8220;SAN MICHELE ROSSO&#8221;)</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti</em></span> (per 5/6 persone):</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per i calzoni</span>:</p>
<p>500 gr di Semola di grano duro Senatore Cappelli</p>
<p>3 uova</p>
<p>1 cucchiaio di olio extravergine d&#8217;oliva</p>
<p>acqua q.b. (dipende dalla grandezza delle uova; a me ci son voluti 50 gr d&#8217;acqua)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per il ripieno</span>:</p>
<p>100 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/salumi-/324-pezzente-della-montagna-materana.html">Pezzente</a> della montagna materana (Presidio Slow Food)</p>
<p>150 gr di prosciutto cotto</p>
<p>2 cucchiai di pecorino grattugiato poco stagionato</p>
<p>1 uovo piccolo</p>
<p>prezzemolo q.b.</p>
<p>una punta di peperoncino piccante in polvere (facoltativo, se lo volete un po&#8217; piccante)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per il condimento</span>:</p>
<p>400 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/legumi/359-fagioli-di-sarconi-san-michele-rosso.html">Fagioli di Sarconi</a> IGP ecotipo &#8220;San Michele rosso&#8221;</p>
<p>1/2 cipolla</p>
<p>7/8 pomodorini ciliegina</p>
<p>sale, olio evo, prezzemolo q.b.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Procedimento</span></em>:</p>
<p>La sera precedente, <a rel="attachment wp-att-2304" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/calzoni-pezzente-montagna-materana-fagioli-sarconi-igp-sanmichele-rosso/formatura-calzoni/"><img class="alignright size-full wp-image-2304" title="Formatura calzoni" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/Formatura-calzoni.jpg" alt="Formatura calzoni" width="428" height="640" /></a>ammollate i fagioli di Sarconi San Michele rosso in acqua fredda.</p>
<p>Preparate i calzoni.  Setacciate la farina a fontana e aggiungete le uova, uno ad uno, impastando gradualmente.  Dopo aver fatto assorbire le uova, aggiungete l&#8217;olio evo, poi un po&#8217; d&#8217;acqua tiepida e impastate fino ad ottenere un panetto consistente.  Aggiungete pochissima acqua per volta: se l&#8217;impasto è troppo idratato avrete difficoltà a stendere la sfoglia.  Coprite il panetto con della pellicola e lasciate riposare per una mezz&#8217;oretta.</p>
<p>Mentre attendete che passino i 30 minuti preparate il ripieno.  Fate frullare, in un mixer, il pezzente della montagna materana ed il prosciutto.  Trasferite il tutto in una scodella, unite il pecorino grattugiato, il prezzemolo fresco fatto a pezzettini e, infine, aggiungete l&#8217;uovo.  Lavorate con le mani per legare il tutto.</p>
<p>A questo punto potete formare i calzoni.  Prendete un pezzo di impasto dal panetto e, con l&#8217;aiuto di una macchina per la pasta, stendete una sfoglia sottile: prima mettete la manopola ad apertura 4 per lisciare la sfoglia, poi spostatela a 7/8 per renderla più sottile.  La sfoglia deve avere una larghezza di circa 10 cm.  Prendete mezzo cucchiaino di ripieno e posizionatelo vicino al bordo esterno della sfoglia: ogni pallina di ripieno deve essere distante almeno un paio di cm da quello accanto.  Unite i bordi e pressate intorno alle palline di ripeno con i polpastrelli; se si creano delle bolle d&#8217;aria, eliminatele pungendo l&#8217;impasto con un ago.  Formate i calzoni con l&#8217;apposito stampino zigrinato.</p>
<p>Fate lessare i fagioli per circa 45 minuti e salate leggermente. Una piccola parte dei fagioli frullatela con un frullatore ad immersione, per rendere il piatto meno asciutto.</p>
<p>In una casseruola, fate soffriggere la cipolla e, a doratura, aggiungete i pomodorini tagliati a metà.  Fate appassire i pomodorini a fiamma alta per circa 10 minuti. Unite i fagioli cotti e fate insaporire per 5 minuti.</p>
<p>Fate cuocere i calzoni in abbondante acqua salata, poi scolate e versateli nel composto con i fagioli.  Aggiungete un paio di cucchiai d&#8217;acqua di cottura e fate saltare in padella.</p>
<p>Servite nei piatti arricchendo con del profumatissimo prezzemolo fresco.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2319" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/calzoni-pezzente-montagna-materana-fagioli-sarconi-igp-sanmichele-rosso/5431611719_e6dcbb2628_b/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2319" title="5431611719_e6dcbb2628_b" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/5431611719_e6dcbb2628_b-192x300.jpg" alt="5431611719_e6dcbb2628_b" width="173" height="270" /></a>Come vi ho già anticipato, con questa ricetta partecipo al <a href="http://it.julskitchen.com/life/contest-se-tu-fossi-una-ricetta#more-1799">contest di Giulia</a>, sponsorizzato da <a href="http://www.macchine-alimentari.it">Macchine alimentari</a>.  Perché ho scelto questa ricetta?  Innanzitutto per gli ingredienti: tutti legati alla Basilicata, la mia terra natìa, estremamente semplici e genuini (come me! ;)).  Poi perché è un piatto tradizionale: pur essendo amante del made-in-uk e del made-in-spain, sono profondamente legata alle mie radici, alle tradizioni e a ciò che rappresentano.  Anche il formato di pasta mi descrive: la forma è simile al sole (ed io mi ritengo molto solare) e dentro ha un cuore buono e tenero&#8230; Anche la tipologia di fagioli non è scelta a caso: ho usato il San Michele rosso per via del suo colore che rispecchia il mio essere passionale.  Che dite? Mi riconoscete in questo piatto? ;)</p>


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		<title>Juls&#8217;Kitchen, oggi tocca a te! Intervista a Giulia.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 10:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[interviste foodblogger]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici pugliesi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Scritto  da Angela
Giulia l&#8217;ho conosciuta di persona a novembre. Già ammiravo questa bravissima foodblogger per la qualità delle sue ricette, per il suo essere estremamente tradizionalista nonostante anche lei, come me, sia &#8220;world-oriented&#8221;, come lei stessa si definisce.  A novembre, poi, l&#8217;ho contattata perché volevo fare una piccola vacanza in Toscana e le chiesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2243" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/02/julskitchen-intervista-giulia/giulia/"><img class="alignleft size-full wp-image-2243" title="Giulia" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/Giulia.jpg" alt="Giulia" width="473" height="819" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><em>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p><a href="http://it.julskitchen.com/">Giulia</a> l&#8217;ho conosciuta di persona a novembre. Già ammiravo questa bravissima foodblogger per la qualità delle sue ricette, per il suo essere estremamente tradizionalista nonostante anche lei, come me, sia &#8220;world-oriented&#8221;, come lei stessa si definisce.  A novembre, poi, l&#8217;ho contattata perché volevo fare una piccola vacanza in Toscana e le chiesi consigli per un b&amp;b carino.  E lei mi disse &#8220;Ma perché non vieni nel mio <a href="http://en.julskitchen.com/visit-tuscany">appartamento a Colle di Val d&#8217;Elsa</a>?&#8221;. Colsi l&#8217;occasione al volo, anche perché avrei avuto l&#8217;opportunità di conoscerla&#8230; E&#8217; stato bellissimo, mi son sentita come a casa mia, Giulia è un&#8217;ottima padrona di casa e ti accoglie con un sorriso dolcissimo e, soprattutto, tante prelibatezze toscane!!! (il che non guasta!) hihihihiihih.. E poi, ho conosciuto anche la famosa nonnina di Giulia, colei che le ha insegnato tutto sulla cucina tradizionale&#8230;semplicemente meravigliosa.</p>
<p>Così ho chiesto anche a lei di rispondere alla nostra intervista, e lei, senza esitare mi ha scritto esattamente questo su twitter &#8220;uuuuuuuuuhhhhhhhhhhh! Assolutamente sì!! ONORATA!&#8221;. Cara Giulia, siamo noi onorati a pubblicare la tua intervista! Sei stata davvero troppo, ma troppo gentile!</p>
<p><strong>1 &#8211; Come ti sei avvicinata al mondo del cibo?</strong></p>
<p>Ho avuto la prima rivelazione a 5 anni, tornata a casa dall’operazione di adenoidi e tonsille. Ho sentito per la prima volta i profumi e i sapori della cucina di nonna, e ho scoperto la passione per il cibo.</p>
<p>Poi è stato un crescendo continuo, fatto di pomeriggi passati in cucina con nonna o domeniche mattina a far dolci con mamma, tentativi più o meno riusciti, amore per i libri di cucina e per le scoperte di nuovi sapori.</p>
<p><strong>2 &#8211; Quando hai deciso che questa sarebbe diventata la tua professione?</strong></p>
<p>Professione… professione è una parola grossa. Per il momento è la mia passione più grande, il mio secondo lavoro non riconosciuto. Il blog è un po’ il mio bambino e un po’ il mio compagno, un pezzo di me! Pian piano sto cercando di gettare le basi per far si che la passione diventi anche un lavoro, ma sarà un cammino lungo, anche se sicuramente divertente e gustoso.</p>
<p><strong>3 &#8211; Leghi ogni particolare ricetta a determinati stati d’animo, esperienze o momenti della tua vita?</strong></p>
<p>Questo mi succede in particolare con un profumo o un gusto presi in maniera isolata, quasi pura potrei dire. Con le ricette è diverso, perché quando sono triste cucino, quando sono felice cucino, quando sono stressata cucino e quando ho del tempo libero da passare con calma cucino. La ricetta e il tipo di preparazione passano in secondo piano, è più l’atto del cucinare che mi aiuta!</p>
<p><strong>4 &#8211; C’è una ricetta alla quale ti senti particolarmente legata? Perché?</strong></p>
<p>La ricetta che più amo è la pasta fatta in casa, una scoperta recente ma che è presto diventata la mia ricetta preferita, la base di partenza per tanti esperimenti. È la ricetta base insegnatami da nonna, per questo ci sono particolarmente legata! Lei è fiera di me per come ho imparato a tirare la sfoglia, e questo mi riempie di soddisfazione ogni volta!</p>
<p><strong>5 &#8211; Quale ingrediente non manca mai nella tua cucina?</strong></p>
<p>Ci devono essere sempre farina, burro e uova. Poi da lì si parte a fantasia con quello che c’è in frigo!</p>
<p><strong>6 &#8211; Chi è il giudice supremo delle tue ricette?</strong></p>
<p>La più onesta e veritiera è mia sorella Claudia. Non ha pregiudizi di sorta, quindi assaggia qualsiasi cosa le proponga. Io la guardo, lei assaggia e non parla. Momento di ansia. Poi emette il giudizio. Ed è sempre onesta, se non le piace, lo dice, se le piace lo dice, se le piace molto mi chiede di rifarlo presto!</p>
<p><strong>7 &#8211; Se ti dicessi “Basilicata”…cosa ti viene in mente? </strong></p>
<p>Certo, la prima cosa che mi viene in mente è la mia metà di famiglia che vive a Melfi (PZ), e di conseguente subito dopo i calzoncelli ripieni, il <a href="http://www.saporideisassi.it/299-pane-di-matera-gr1000.html">pane di Matera</a>, il caciocavallo, la scamorza affumicata e le mozzarelle.</p>
<p><strong>8 &#8211; In quali ricette useresti i prodotti tipici lucani?</strong></p>
<p>Sicuramente nella pasta al forno di mia zia, fatta secondo lo stile di Melfi, ma anche nei peperoni ripieni di nonna!</p>
<p><strong>9 &#8211; E la Puglia? Quale/i prodotto/i enogastronomico/i leghi maggiormente a questa regione?</strong></p>
<p>Per me la Puglia è l’olio di coratina e la <a href="http://www.saporideisassi.it/268-burrata-gr500-circa.html">burrata</a>, colpo di fulmine la prima volta che sono stata ad Andria!</p>
<p><strong>10 -  E se ti chiedessi adesso di prepararmi qualcosa con prodotti pugliesi, cosa prepareresti di buono?</strong></p>
<p>Penso alle orecchiette con le cime di rapa, sicuramente! Ma anche una burrata freschissima condita con un filo d’olio, tutto lì, ma una delle cose più buone mai mangiate!</p>


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		<title>Strascinate rosse con caprino ed olive infornate di Ferrandina</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 08:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Specialità enogastronomiche lucane]]></category>
		<category><![CDATA[caprino]]></category>
		<category><![CDATA[oliva infornata di Ferrandina]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fatta in casa]]></category>
		<category><![CDATA[peperone dolce]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici lucani]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta strascinate pugliesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto  da Angela
Capodanno sarà anche terminato ma io continuo a vedere rosso! E&#8230;a pensare in rosso! Mi son detta &#8220;perché non aggiungere un po&#8217; di rosso alla pasta fatta in casa?&#8221; Per farlo, c&#8217;è da dire, non mi sono servita di coloranti artificiali ma di un ingrediente totalmente naturale, usato molto nella cucina lucana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1924" href="http://blog.saporideisassi.it/2011/01/strascinate-rosse-caprino-olive-infornate-ferrandina/stascinate-rosse-olive-ferrandina/"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" title="Stascinate-rosse-olive-ferrandina" src="http://blog.saporideisassi.it/wp-content/uploads/Stascinate-rosse-olive-ferrandina.jpg" alt="Stascinate-rosse-olive-ferrandina" width="480" height="640" /></a><span style="color: #333333;"><em>Scritto  da <span style="text-decoration: underline;">Angela</span></em></span></p>
<p>Capodanno sarà anche terminato ma io continuo a vedere rosso! E&#8230;a pensare in rosso! Mi son detta &#8220;perché non aggiungere un po&#8217; di rosso alla pasta fatta in casa?&#8221; Per farlo, c&#8217;è da dire, non mi sono servita di coloranti artificiali ma di un ingrediente totalmente naturale, usato molto nella cucina lucana e calabrese: la polvere di peperone dolce.  In particolare questo aroma naturale viene utilizzato sia nella preparazione di salumi, per conferire aromi di peperone e per dar loro un colore rosso più intenso, sia per insaporire sughi o, addirittura negli impasti.  Volete un esempio? Date un&#8217;occhiata <a href="http://mollicadipane.blogspot.com/2009/07/tipica-focaccia-lucana-con-polvere-di.html">qui</a>, a questa tradizionale focaccia lucana impastata con polvere di peperoni cruschi! E proprio ripensando a questa ricetta ho deciso di &#8220;dipingere&#8221; di rosso le mie strascinate, che a Matera si chiamano anche &#8220;scherz d&#8217;amell&#8221; (bucce di mandorla).  Effettivamente, notate bene la forma: non vi sembra davvero simile alla buccia verde delle mandorle?  Sembrano orecchiette ma, in realtà, le strascinate sono diverse nella forma, sono più piatte.  Ad ogni modo, presto girerò un video su come fare le diverse tipologie di pasta fatta in casa, così potrete osservare la differenza&#8230;</p>
<p>Ma, una volta preparate le strascinate rosse mi son chiesta &#8220;E ora che ci faccio?&#8221; E così ho pensato di condirle con una salsa di caprino e, per contrastare la sapidità del caprino, ci ho aggiunto le olive infornate di Ferrandina, uno dei quattro presidi Slow Food di Basilicata.  Si tratta di olive di varietà &#8220;Majatica&#8221; che vengono raccolte a completa maturazione e, dopo essere state deamarificate in acqua bollente, vengono essiccate nei forni.  Sono olive polpose e dolci che ben si sposano con questo genere di preparazioni, con sapori più forti.</p>
<p>E&#8217; un piatto davvero gustoso, semplice e veloce da preparare.  Io ho preparato la pasta la sera precedente.  In questo modo, il tempo di preparazione è sceso a 10 minuti!</p>
<p style="text-align: left;"><strong>STRASCINATE ROSSE (CON POLVERE DI PEPERONE DOLCE), CAPRINO E OLIVE INFORNATE DI FERRANDINA.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Ingredienti</em> </span>(per 4 persone):</p>
<p style="text-align: left;">350 gr di Semola di grano duro Senatore Cappelli</p>
<p style="text-align: left;">30-40 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/222-peperoncino-in-polvere-dolce-gr-40.html">polvere di peperone dolce</a> (in base al gusto personale ed al colore che si vuole ottenere)</p>
<p style="text-align: left;">200-220 gr di acqua (in base a quanta ne assorbe la farina)</p>
<p style="text-align: left;">100 gr di Burro salato Fattorie Fiandino</p>
<p style="text-align: left;">300 gr di <a href="http://www.saporideisassi.it/233-caprino-lucano-500gr-circa.html">farmaggio caprino</a></p>
<p style="text-align: left;">una manciata di <a href="http://www.saporideisassi.it/46-le-mariannine-oliva-infornata-di-ferrandina.html">olive infornate di Ferrandina</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Procedimento</em></span>:</p>
<p style="text-align: left;">Su una spianatoia, setacciate la farina insieme alla polvere di peperone dolce a fontana e versateci un po&#8217; d&#8217;acqua tiepida. Cominciate ad impastare ed aggiungete pian piano l&#8217;acqua, fino ad ottenere un panetto lisco e consistente.  Tagliate un pezzo di impasto dal panetto e create un &#8220;salsicciotto&#8221; lungo e non molto sottile (1 cm di diametro).</p>
<p style="text-align: left;">Con l&#8217;aiuto di un coltello sdentato tagliate un quadratino dal salsicciotto.  Con la punta del coltello, puntate con l&#8217;indice destro la parte più esterna del quadratino, applicate una piccola pressione e &#8220;trascinate&#8221; l&#8217;impasto verso l&#8217;interno.  Con l&#8217;indice sinistro, mantenete il lembo esterno mentre trascinate, altrimenti la pasta si arrotolerà (ovviamente, se siete mancini invertite le dita! ;)).  Continuate l&#8217;operazione fino a quando non avrete terminato tutto il panetto.  Sembra difficile, ma non lo è, per cui&#8230;non disperate! Le prime volte sarà più complicato ma, esercitandovi, vedrete che imparerete in fretta! Lasciate asciugare la pasta per qualche ora.</p>
<p style="text-align: left;">Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata.</p>
<p style="text-align: left;">Nel frattempo, in una padella, fate sciogliere il burro salato (davvero ottimo!) e, poi, aggiungete il caprino che avrete precedentemente tagliato a cubetti. Quando anche il caprino sarà sciolto, aggiungete le olive infornate di Ferrandina precedentemente snocciolate e tagliate a pezzettini.</p>
<p style="text-align: left;">Scolate la pasta e fate saltare in padella insieme alla crema di caprino con le olive.  Aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura perché la crema di caprino tende ad asciugarsi in fretta.</p>


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