Il Dolcemandorla – dalla Puglia alle vostre tavole.

Published on: Mar 08 2010 by Angela

dolcemandorlaManca poco a Pasqua, meno di un mese! E voi siete pronti? Siete pronti alla nuova ondata di “abbuffate”? E alla gita fuori porta del giorno di Pasquetta? Io, sinceramente sono pronta, sì! Ma non alle lunge tavolate con gli amici ma all’ondata di turisti che (spero!) invaderà i Sassi di Matera! Tempo permettendo ovviamente! Forse starete dicendo…poverina! No, no, vi posso assicurare di no! Dopo un inverno di quiete assoluta, una persona iperattiva e logorroica come me non vede l’ora di mettersi in azione e di vedere gente!

Ad ogni modo, voi sicuramente non dovrete lavorare ma vi potrete godere con assoluta serenità le vacanze pasquali con i vostri amici e parenti.  Vi voglio segnalare un prodotto che sicuramente darà un tocco di eleganza e raffinatezza al vostro menù, ossia il Dolcemandorla.

Come suggerisce il nome stesso, la base di questo prodotto di alta pasticceria è la mandorla, un frutto coltivato orgogliosamente sulla Murgia materana e pugliese, un frutto da molti definito biologico e soprattutto ecologico.  Quest’ultimo aggettivo è dovuto al fatto che la coltivazione della mandorla non richiede trattamenti fitosanitari, inevitabilmente dannosi e inquinanti per il terreno: ecco perchè “ecologico”.

Il Dolcemandorla ha origini abbastanza antiche, risalenti all’età medievale.  Pare che la sua ricetta sia stata commissionata da Federico II di Svevia, il famoso sovrano del Sacro Romano Impero conosciuto come stupor mundi (“meraviglia del Mondo”) o Puer Apuliae (“fanciullo di Puglia”) (fonte:wikipedia) da cui nasce anche un famoso vino pugliese a lui dedicato.  Questo sovrano ha molto influito sulla cultura pugliese lasciando non solo molte bellezze architettoniche (si pensi a Castel del Monte, patrimonio UNESCO insieme ai Sassi di Matera) ma anche molte tradizioni gastronomiche come, per l’appunto, il Dolcemandorla.  Pare, infatti, che nel menù del re non potesse mancare un dolce fatto di mandorle e miele, di regale aspetto e di sapore delicato.

In effetti, il Dolcemandorla è prodotto da un impasto molto soffice con delicato aroma di miele, ricoperto di finissimo cioccolato bianco e tante mandorle tagliate a lamelle.  Un valido sostituto della Colomba, per chi vuole portare a tavola un dolce unico, originale, in grado di stupire e lasciare tutti a bocca aperta!

Da provare insieme a tutta la gamma di pasticcini dell’Alta Murgia.

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Filed under: Sapori dei Sassi, Specialità enogastronomiche pugliesi
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12 Comments to “Il Dolcemandorla – dalla Puglia alle vostre tavole.”

  1. Lo Ziopiero ha detto:

    Ma guarda che belloooo :))))

  2. Angela ha detto:

    Zio, stai già pensando a come riprodurlo con le tue manine? ;)

  3. Luciana ha detto:

    Ciao davvero bellissimo!!! complimenti

  4. […] Prosegue Articolo Originale: : Il Dolcemandorla, dalla Puglia alle vostre tavole. […]

  5. Ambra ha detto:

    Che chic…è davvero raffinato ed invitante!

  6. fabio ha detto:

    E’ un dolce tipico del periodo di Pasqua? Sembra buonissimo, mai assaggiato!

  7. Matteo ha detto:

    Augurissimi di buona festa della donna Angela…
    e complimenti per il tuo sempre bel blog..
    Matteo

  8. Angela ha detto:

    @Fabio: è un dolce tipico pugliese per tutto l’anno ma io ho pensato di parlarvene adesso per proporre una valida alternativa alla colomba…brllo, vero?
    @Matteo: grazie mille!

  9. paolina ha detto:

    Angela non l’avevo mai sentito…grazie per le belle informazioni…a dire la verità mi hai fatto innamorare di questo dolce!ma non esiste una ricetta per riprodurlo?

  10. Angela ha detto:

    eheheheheh…Paolì! Purtroppo non conosco la ricetta….
    Forse dagli ingredienti e con la tua esperienza riuscirai a riprodurlo…io proprio…non ne sono capace :(
    Grazie mille Paolina bella per essere passata a trovarmi! Ti mando un bacione!

  11. Gaia ha detto:

    che meraviglia, angelina…
    ;-)

  12. […] Dolcemandorla vi ho già parlato qui qualche mese fa, vi ho raccontato la storia, le sue antiche origini risalenti a Federico II di […]

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